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MARINA ABRAMOVIĆ | Seven Deaths | Cinematic Opera Installation | CISTERNERNE, Frederiksbergmuseerne | COPENAGHEN

MARINA ABRAMOVIĆ | Seven Deaths | Cinematic Opera Installation | CISTERNERNE, Frederiksbergmuseerne | COPENAGHEN

Seven Deaths è un'installazione cinematografica in cui l'artista performativa di fama mondiale Marina Abramović mette in scena la morte attraverso sette dei ruoli femminili più iconici della storia dell'opera. Accompagnata da sette arie cantate dalla leggendaria diva dell'opera Maria Callas, l'opera si svolge come un universo cinematografico visivamente sontuoso e riccamente immaginato. La stessa Abramović interpreta la protagonista femminile, affiancata dall'attore hollywoodiano Willem Dafoe. Il risultato è una narrazione affascinante e profondamente coinvolgente di amore e perdita, vita e morte, desiderio e sofferenza. Seven Deaths è un'esplorazione cruda e potente delle condizioni fondamentali dell'esistenza umana: l'identità, il destino e le grandi emozioni universali che li legano. A Cisternerne, il pubblico può vedere i sette film come una sequenza continua della durata complessiva di circa un'ora. È la prima volta che l'opera viene presentata nella sua interezza, in una messa in scena creata appositamente per le camere sotterranee e buie di Cisternerne. La mostra è stata resa possibile grazie al generoso sostegno di Det Obelske Familiefond, New Carlsberg Foundation, Augustinus Fonden, Frederiksbergfonden, Aage og Johanne Louis-Hansens Fond, Comune di Frederiksberg e Frederiksberg Forsyning.

  • CISTERNERNE, Frederiksbergmuseerne
  • 14 marzo – 30 novembre 2026
SHIRIN NESHAT | Do U Dare! | Palazzo Marin, Venezia

SHIRIN NESHAT | Do U Dare! | Palazzo Marin, Venezia

L’artista visiva e regista Shirin Neshat presenta a maggio una nuova trilogia di film, in concomitanza con l’edizione 2026 della Biennale di Venezia. Il progetto è curato da Ilaria Bernardi e Bartolomeo Pietromarchi, organizzato da Associazione Genesi (fondata da Letizia Moratti nel 2020) e da Banca Ifis, presentato da Galleria Lia Rumma  e da Gladstone Gallery in collazione con Magonza editore. Ispirata alla storia tragica di Nasim Aghdam, personalità mediatica di origine iraniana la cui vita e pratica artistica hanno profondamente risuonato in Neshat, Do U Dare! esplora lo sguardo di un’artista rivolto a un’altra artista, e le connessioni che emergono tra le due. Girata in tre diversi contesti socioeconomici di New York, la trilogia indaga il paradosso tra mondo interiore e mondo esteriore delle donne, tra realtà e illusione, tra società americana e prospettiva femminile iraniana. Do U Dare! sarà esposta al Palazzo Marin dall’8 maggio al 6 settembre 2026. Questa trilogia trae ispirazione dalla storia di Nasim Aghdam, una donna iraniana che, a causa della sua fede bahá’í, fuggì negli Stati Uniti quando era bambina per sottrarsi alle persecuzioni del governo iraniano. Cresciuta nella California suburbana, isolata e in difficoltà nel trovare un senso di appartenenza nella società americana — mentre al contempo perdeva il legame con le proprie radici iraniane — Aghdam costruì un mondo immaginario online, su YouTube, esibendosi, cantando e ballando in video stilizzati che esprimevano il suo desiderio, la sua rabbia e una profonda necessità di essere vista. Attraverso questi video provocatori e destabilizzanti, incarnava e sovvertiva l’immagine universale della donna come oggetto di desiderio e di controllo, sfidando e deridendo le aspettative del pubblico. I suoi contenuti diventarono virali, ottenendo milioni di visualizzazioni, finché YouTube non chiuse improvvisamente il suo account. Distrutta da quella che percepì come una forma di censura autoritaria — simile a quella sofferta dalla sua famiglia in Iran — nel 2018, all’età di 38 anni, Aghdam entrò armata nella sede centrale di YouTube, ferendo alcune persone e togliendosi infine la vita. Esaminando il percorso artistico e personale di Aghdam, Neshat ha riconosciuto come l’isolamento e il desiderio creativo della giovane iraniana rispecchiassero la propria storia di esilio, ambizione e sradicamento: anche Neshat, infatti, lasciò l’Iran a 17 anni per trasferirsi nel Sud della California. Entrambe portavano dentro di sé ferite emotive — la nostalgia per la loro terra d’origine, la solitudine e la frattura psicologica di chi vive sospeso tra due mondi — e avevano trasformato la pratica artistica in un atto di resistenza, in un modo per affrontare le difficoltà e costruire una nuova identità. L’esplorazione empatica di Neshat sulla trasformazione di Aghdam — un tempo sostenitrice della pace — verso la violenza ha ispirato il nucleo emotivo e artistico di Do U Dare!. SCARICA IL COMUNICATO STAMPA SCOPRI DI PIÙ SU GLADSTONE GALLERY

  • Palazzo Marin
  • 8 maggio – 6 settembre 2026

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