“Existential Time” Installation works & individual works
Second Floor “Quoted Use” in collaboration with Schellmann Art, Munich

Opening: Thursday, October 24th h. 18:30

 

Lia Rumma Gallery is pleased to announce ‘Existential Time’, a major exhibition by Joseph Kosuth. The artist continues his work considering the thinking of Samuel Beckett following his last exhibition in the gallery in 2010. This presentation, which approaches the problem of time and existence from a variety of references through other writers, brings together installation and individual works across the ground and first floors of the gallery, including an outdoor installation on the gallery terrace. The show centres around a play on Samuel Beckett’s concept and use of existential time, while including different source material from various thinkers.

The show includes the project, ‘Quoted Use’ on the second floor, presenting editioned objects and furniture produced in collaboration with Schellmann Art, Munich. This project appropriates usable personal objects and furniture from a selection of influential cultural figures including Jane Austen, Samuel Beckett, Simone de Beauvoir, Charles Darwin, Marcel Duchamp, Albert Einstein, Søren Kierkegaard and Virginia Woolf.

Kosuth’s reflection on time in this exhibition stems from both a personal and philosophical concern with finding meaning within the various contexts life provides. It is thus also an investigation into the process of making meaning in artistic practice. The artist anchors and provides the tempo for the viewer/reader’s fluid experience of the show through the use of the analogue clock. Time is thus referenced both literally and figuratively.

Kosuth removes the necessity of objective shared truth while experiencing the work and highlights the freedom, choice and responsibility inherent in everyday experience as well as an artistic practice in general. The exhibition as a whole is a reflection on the gap that holds together beginnings and ends. Kosuth’s ‘Existential Time’ endeavours to punctuate the lack, limits and surplus of meaning surrounding the experience of time and life, while exploring the powerful and finite territory of the present.

Lia Rumma invited Kosuth to exhibit in her very first gallery show ‘The Eighth Investigation (A.A.I.A.I.)’ that inaugurated the gallery in Naples in 1971. The subject of time has remained a leitmotif between them. The current exhibition can also be viewed as a second chapter, as an evolution and departure from Kosuth’s exhibition unveiled at the gallery in 2010 referring to Samuel’s Beckett’s ‘Texts for Nothing’.

 

 

La Galleria Lia Rumma ha il piacere di presentare la mostra “Existential Time” di Joseph Kosuth in cui l’artista prosegue la sua ricerca sul pensiero di Samuel Beckett in continuità con la sua ultima personale per la galleria nel 2010. In questa occasione Kosuth affronta il problema del tempo e dell’esistenza attraverso una molteplicità di rimandi ad altri autori. L’artista fa confluire installazione e lavori individuali al piano terra e primo piano della galleria a cui si aggiunge l’installazione en plein air collocata sul terrazzo. La mostra prende spunto da un lavoro teatrale sul concetto e uso del tempo esistenziale di Beckett raccogliendo anche fonti di diversi pensatori.

 

Il secondo piano della galleria è invece dedicato al progetto “Quoted Use” che presenta un’edizione limitata di oggetti e arredi realizzati in collaborazione con Schellman Art di Monaco. Qui Kosuth si appropria idealmente di oggetti personali e di uso quotidiano appartenuti a personalità influenti della cultura tra cui  Jane Austen, Samuel Beckett, Simone de Beauvoir, Charles Darwin, Marcel Duchamp, Albert Einstein, Søren Kierkegaard and Virginia Woolf.

In questa mostra, la riflessione di Kosuth sul tempo prende avvio da un’urgenza sia personale sia filosofica nel cercarne il significato all’interno dei vari contesti della vita. In questo senso, la riflessione assume la forma di una indagine sul processo di produzione di significato nella pratica artistica. Con l’uso dell’orologio analogico, l’artista scandisce il ritmo della visita alla mostra rendendola un’esperienza fluida. Il tempo è così citato sia letteralmente sia figurativamente.

Kosuth rimuove la necessità di una verità oggettiva condivisa a favore di un’esperienza diretta dell’opera, mettendo in evidenza la libertà, la scelta e la responsabilità che essa comporta, nella vita così come nella pratica artistica. La mostra, nel suo complesso, si configura come una riflessione sulla lacuna che divide e unisce gli inizi e le fini. La mostra “Existential Time” tenta di enfatizzare la mancanza, i limiti e la sovrabbondanza di significato che circonda l’esperienza del tempo e della vita, esplorando il presente, la sua potenza e il suo spazio circoscritto.

Lia Rumma invitò Joseph Kosuth a esporre nella mostra che inaugurava la sua prima galleria a Napoli nel 1971 con l’installazione “‘The Eighth Investigation (A.A.I.A.I.)’. Da allora il tema del tempo è rimasto un leitmotiv tra l’artista e la gallerista. L’attuale personale può, in questo senso, essere intesa come il secondo capitolo della mostra ospitata nel 2010 sui “Texts for Nothing” di Samuel Beckett.

 

 

 

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