On Sunday 20 October 2019, Galleria Lia Rumma in Naples opens Ghost Chance, the new solo exhibition by Gary Hill.

In his fourth exhibition with the gallery, the American artist is presenting six works “in conversation.” Three new works, Ghost Chance (2019), Locked Grooves (2009-19), and Place Holder (2019) are interspersed with Is a Bell Ringing in the Empty Sky and Loop Through, both from 2005, and the SELF ( ) series (2016). Although known for his work with language and electronic media what stands out here is the absence of language with the only linguistic traces vibrating in the titles. Even the aesthetic is held at bay as the artist embraces a decidedly more conceptual mode.

Entering the gallery the visitor is quickly confronted with the SELF ( ) series–five white acrylic sculptures ranging from a simple square to more enigmatic geometric forms–all with an eye/lens at the center.

“… But over time and accumulated views of the veritable forms a disturbance sets in. A conflicting realization that the very intimacy of self  (not the face that the gaze locks onto but the hair, flesh, and cloth that clothes it wherein the gaze is rather absorbed) is rendered as mere texture and that which we identify as “self,” our face and its expression, has disappeared.” http://garyhill.com/work/mixed_media_installation/self-series.html

In the adjacent elongated space is Ghost Chance, which gives the exhibition its title, a six-channel audio/video installation. All moving images are fixed frames of portions of vinyl records focusing on minute fluctuations of light across the grooves. As a whole they conjure up the blackness of space, heavenly bodies and relentless circular motion. The sound is only that of dust and scratches randomly making rhythmic patterns or not as the case may be.

Occupying a pair of similarly vaulted spaces are two works realized with the actress Isabelle Huppert: Is a Bell Ringing in the Empty Sky and Loop Through. In the former, Huppert becomes a portrait in motion, fluctuating between “herself” and “acting,” where a rush of subtle changes of behavior and emotions are revealed:  discomfort, intensity, boredom, playfulness, annoyance, agitation, coyness, etc. and yet, nothing happens save for a moment, an airplane is heard flying overhead.  In the latter the person/actress is always looking at one of two cameras, creating a triadic relationship between the viewer, Huppert, and, in a sense, her double.

To follow Place Holder, a single-channel HD video with multichannel audio, sees the artist himself, repeatedly flipping a coin until he drops it and drops out of the frame at which point the sound of the coin hitting the ground takes center stage. The action, as if to question chance, or hope of a different outcome, also touches on questions of artificial intelligence at the same time resonating with the double doubled Isabelle Huppert.

The exhibition ends with Locked Grooves, (a technical term referring to the inner groove on a vinyl record in the form of a closed loop, which traps the tone arm and needle, preventing it from entering the label area), a ten-channel video installation utilizing intimately sized flat panel displays of headshots of people wearing headphones. We do not know what they are listening to, but we imagine, perhaps we begin listening as we watch the subtle changes in their behaviour and emotions.

In some sense all these works and particularly how they are installed here and now have something to do with neighboring nothingness.

 

 

Domenica 20 ottobre 2019, la Galleria Lia Rumma di Napoli inaugura Ghost Chance, la nuova mostra personale di Gary Hill.

Nella sua quarta mostra con la galleria, l’artista statunitense presenta sei opere in dialogo tra loro. Tre nuovi lavori, Ghost Chance (2019), Locked Grooves (2009-19) e Place Holder (2019) sono intervallati da Is a Bell Ringing in the Empty Sky e Loop Through, entrambi del 2005, e dalla serie SELF ( ) (2016). Noto per la ricerca sul linguaggio e i media elettronici, per la mostra di Napoli Hill, diversamente, lascia spazio a tracce linguistiche soltanto nei titoli. Anche l’estetica è contenuta, poichè l’artista abbraccia una modalità decisamente più concettuale.

Entrando in galleria il visitatore si confronta subito con la serie SELF ( ), cinque sculture in acrilico bianco che variano da semplici forme quadrate ad altre geometriche più enigmatiche – tutte con una lente/occhio al centro.

“… Ma nel tempo e in seguito alla visione reiterata delle forme pure, subentra un turbamento. Una contrastante consapevolezza che la vera intimità del sé (non il volto su cui si sofferma lo sguardo, ma i capelli, la carne e la stoffa che lo rivestono, da cui lo sguardo è assorbito) a essere restituita come mera apparenza, mentre ciò che identifichiamo con il “sé”, il nostro volto e la sua espressione, svanisce.” http://garyhill.com/work/mixed_media_installation/self-series.html

Nello spazio grande della galleria si trova Ghost Chance, che dà il titolo alla mostra, un’installazione audio/video di sei proiezioni. Tutte le immagini in movimento sono fotogrammi di porzioni di dischi in vinile che riprendono le minuscole fluttuazioni di luce che attraversano i solchi dei dischi. Evocano nel loro insieme il nero dello spazio, i corpi celesti e l’incessante movimento rotatorio. Il suono è solo quello della polvere e dei graffi, che creano casuali schemi ritmici.

Ad occupare le due speculari stanze a volta sono due opere video realizzate con l’attrice Isabelle Huppert: Is a Bell Ringing in the Empty Sky e Loop Through. Nella prima, Huppert diventa un ritratto in movimento, che rivela un’ampia gamma di sottili cambiamenti di comportamento ed emozioni: disagio, intensità, noia, giocosità, fastidio, agitazione, timidezza… eppure, nulla accade se non per un momento, quando si sente un aeroplano volare dall’alto. Nella seconda, la persona/attrice ha lo sguardo fisso su uno dei due obiettivi, creando una relazione triadica tra lo spettatore, Huppert, e, in un certo senso, il suo doppio.

A seguire, il video Place Holder mostra l’artista che lancia ripetutamente una moneta, finché non la fa cadere fuori dal fotogramma, e a quel punto il suono della moneta che colpisce il terreno diventa il centro della scena. L’azione, quasi a mettere in discussione il caso, o la speranza di un risultato diverso, tocca anche questioni di intelligenza artificiale, come un’eco alla doppia, raddoppiata Isabelle Huppert.

La mostra si conclude con Locked Grooves (termine tecnico che si riferisce alla scanalatura interna di un disco in vinile, a forma di anello chiuso, che blocca il braccio del giradischi e la sua puntina, impedendogli di entrare nell’area dell’etichetta), un’installazione video a dieci canali che utilizza piccoli schermi a schermo piatto che mostrano volti di persone che indossano cuffie. Non sappiamo cosa stiano ascoltando, ma lo immaginiamo, forse iniziamo ad ascoltare mentre osserviamo i sottili cambiamenti nel loro comportamento e nelle loro emozioni.

In un certo senso tutte queste opere e in particolare come sono installate qui e ora hanno qualcosa a che fare con il vicino nulla.

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