“Accostare un’immagine all’altra è come scegliere una storia nella vastità delle storie possibili. Nel mio lavoro, lo spazio oscuro tra le immagini mi ha sempre perseguitato. E mi sono sempre chiesto dove la realtà avesse il suo vero nascondiglio: nella costruzione dell’immagine o nei collegamenti mancanti. Mentre si crea una serie, le immagini sono come tutti gli elementi grammaticali messi insieme. Soggetto, verbo ecc. Non c’è inizio e non c’è fine. Lavorando alla mia prima animazione di singole immagini scattate con una fotocamera digitale in modalità scatto continuo, questa accumulazione di immagini riprese e non-riprese era indirizzata al futuro, come risucchiata in un buco nero.”
Tobias Zielony Settembre 2015

La Galleria Lia Rumma è lieta di annunciare la quarta personale italiana di Tobias Zielony, “Tell me something about you”, che inaugurerà martedì 20 ottobre 2015 presso la sede milanese.
Tra gli artisti selezionati da Florian Ebner per il Padiglione Germania alla Biennale di Venezia di quest’anno, Tobias Zielony, dopo le mostre del 2007, del 2010 e la recente retrospettiva video del 2015 negli spazi napoletani, presenterà per la prima volta a Milano una selezione di opere tratte da quattro fondamentali progetti realizzati tra il 2008 e il 2014: Big Sexyland (2008), Manitoba (2009-2011), Jenny Jenny (2013) e The Street (Rome) (2013-2014).
La mostra Tell me something about you indaga le possibilità e i limiti nel creare narrazioni con immagini fisse e animate.
Al piano terra della galleria sarà presentato per la prima volta in Italia il progetto Jenny Jenny, composto da un video, Der Brief, e una selezione di diciotto fotografie. Protagoniste di queste immagini realizzate a Berlino sono giovani donne, alcune delle quali guadagnano i loro soldi con la prostituzione. Zielony indaga la quotidianità e il comportamento giovanile nel contesto della società attuale, ritraendone le storie personali, indirizzando la macchina fotografica verso l’individualità del soggetto ritratto, descrivendone il modo di relazionarsi con lo spazio che lo circonda, interessandosi alle sue inquietudini e ai suoi problemi.
Stessa poetica di fondo che caratterizza anche la serie fotografica Manitoba esposta al primo piano della galleria.
In questa serie, Zielony registra le vite dei membri di una gang di teenagers, originari delle First Nations (i popoli autoctoni dell’odierno Canada) nella periferia urbana di Winnipeg, capoluogo di provincia della regione canadese Manitoba. Anche in questo progetto, come nei precedenti, l’artista pur mantenendo le tecniche legate al fotogiornalismo, fa uso di vari generi pittorici, realizzando non solo ritratti o foto di gruppo nei quali posano i membri delle gang, ma anche vedute del paesaggio architettonico e naturale di Winnipeg. Oltre agli usi e ai gusti globalizzati dei suoi soggetti, quello che interessa maggiormente l’artista sono le storie dei singoli nel loro contesto socio-economico. Sempre parte del progetto Manitoba, in mostra vi è anche un audio basato su un testo di Andrea Hiott in cui quest’ultima narra del famoso sistema scolastico residenziale canadese, nel quale i bambini autoctoni vengono allontanati dai loro genitori e rieducati al fine di perdere la loro originaria identità.
A completare la mostra, al secondo piano, l’artista ha scelto di mettere in relazione due progetti video, uno del 2008, Big Sexyland, e uno del 2013, The Street (Rome). Big Sexyland è una proiezione composta da 80 diapositive realizzate a Berlino: ragazzi dell’Est all’interno di un cinema porno e nel parco adiacente, molti dei quali alla prima tappa di un viaggio verso l’occidente conosciuto attraverso la TV e le grandi pellicole Hollywoodiane, terra di promesse e di riconquistata libertà individuale. The Street (Rome) ritrae invece alcuni giovani provenienti dal Bangladesh, ospitati in un centro di accoglienza alla periferia di Roma dopo un viaggio avventuroso, spesso costoso e pericoloso verso l’Italia: primi passi verso la ricerca di un lavoro e di un’identità, in un ambiente sociale e giuridico difficile.

“Adding one image to the next is like choosing one story out of the vastness of possible stories. In my work the dark space between all the pictures has always haunted me. And I always wondered where reality is actually having its hiding spot. In the construction of the image or in the missing links. When creating a series the pictures are like all grammatical elements at once. Subject, verb etc. There is no beginning and no end. Working on my first animation out of single images made with a digital camera in continues shooting mode, this accumulation of made and not-made images got directed into the future, like a black hole sucking them in.”
Tobias Zielony September 2015

Galleria Lia Rumma is pleased to announce Tell Me Something About You, the fourth solo exhibition of works by Tobias Zielony, opening at the Milan gallery on Tuesday, 20 October 2015.
One of the artists chosen by Florian Ebner for the German Pavilion at this year’s Venice Biennale, Tobias Zielony is following up the exhibitions of 2007, 2010, and the recent video retrospective of 2015 in the Naples gallery, with the first selection of works shown in Milan from four key projects he created between 2008 and 2014: Big Sexyland (2008), Manitoba (2009-2011), Jenny Jenny (2013) and The Street (Rome) (2013-2014).
The show Tell me something about you looks at the possibilities and the limitations in creating narratives with still and animated images. On the ground floor of the gallery, the Jenny Jenny project, consisting of a video, Der Brief, and a selection of eighteen photographs, will be shown for the first time in Italy. The work, which was made in Berlin, portrays young women, some of whom earn a living as prostitutes. Zielony investigates everyday life and the behaviour of young people in contemporary society. He does so by depicting personal stories, focusing his lens on the individuality of his sitters, describing how they relate to the space around them, and taking an interest in their anxieties and problems.
The same artistic vein can also be seen in the serie of photographs, Manitoba, on display on the first floor of the gallery. In Manitoba, Zielony shows the lives of members of a teenage gang originally from the First Nations (the autochthonous people of present-day Canada) in the suburbs of Winnipeg, the capital of the Canadian province of Manitoba. As in previous projects, the artist maintains the techniques derived from photojournalism, but he also makes use of a number of pictorial genres, not only making portraits or group photos in which we see the gang members posing, but also views of the architectural and natural landscapes of Winnipeg. As well as the globalised tastes and customs of his sitters, what mainly interests the artist are the stories of individuals in their socio-economic environments. As part of the Manitoba work Zielony shows a sound piece based on text by Andrea Hiott, realized for the catalogue “Manitoba”, about the notorious residential school system in Canada, in which aboriginal children were taken away from their parents and culturally “re-educated” to lose their native identity.
The exhibition ends on the second floor, where the artist has chosen to bring about an interaction between two video projects – Big Sexyland of 2008 and The Street (Rome) of 2013. Big Sexyland is a screening of 80 slides made in Berlin, showing kids from the East in a porn cinema and in a nearby park. Many of them are on the first leg of a journey towards the West, which they know only from television and blockbusters from Hollywood, a land of promise and individual freedom. The Street (Rome), on the other hand, shows some young people from Bangladesh in a reception centre in the suburbs of Rome, after an adventurous and often costly and dangerous journey to Italy: the first step in their search for a job and a new identity, in a tough social and legal setting.