Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 17:30, al Teatro Dal Verme, Anselm Kiefer sarà protagonista di un incontro con Natacha Fabbri, storica della scienza e della filosofia, moderato da Gabriella Belli, curatrice della mostra. L’artista rifletterà sulle basi filosofiche e simboliche della sua ricerca, in un dialogo che mette in relazione sapere antico e visioni contemporanee, esplorando le connessioni tra arte, scienza e trasformazione della materia che sono al centro della sua pratica. L’evento rientra nel programma pubblico di *Kiefer. Le Alchimiste* a Palazzo Reale, Milano. L’ingresso è gratuito su prenotazione tramite Eventbrite (a partire dal 28 marzo alle ore 10:00). L’incontro si svolgerà in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano. Si segnala che le prenotazioni per l’evento del 26 febbraio sono esaurite. In caso di disdette, i partecipanti in lista d’attesa o senza prenotazione potranno essere ammessi fino a esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia di presentarsi con 15 minuti di anticipo.
I semi sono alla base della vita: ci nutrono, custodiscono la biodiversità e i saperi culturali, e simboleggiano rinnovamento e cambiamento. "Seeds: Reclaiming Roots, Sowing Futures" ne esplora i significati molteplici come riflesso del nostro rapporto con la terra e tra di noi. Con quattordici artisti internazionali, la mostra affronta il tema dei semi da prospettive ecologiche, culturali e simboliche, toccando questioni come migrazione, colonialismo, conoscenze indigene, sovranità alimentare e resilienza collettiva. Attraverso sculture, installazioni, fotografie e video, le opere mettono in relazione arte, ecologia e attivismo, riflettendo su perdita e rigenerazione e mettendo in luce il potenziale politico e poetico della crescita condivisa. Come i semi stessi, la mostra sviluppa narrazioni molteplici che rivelano la complessità della crisi climatica e invitano a immaginare futuri possibili.
Fondazione Merz, Museo Egizio di Torino e MAH di Ginevra presentano "GAZA. Il futuro ha un cuore antico", una grande mostra internazionale che mette in dialogo archeologia e arte contemporanea per restituire la profondità storica e culturale di Gaza, oltre le letture legate all’attualità. Il progetto riunisce circa ottanta reperti – dall’età del bronzo al periodo ottomano – provenienti dal MAH su mandato dello Stato di Palestina e dal Museo Egizio, accostati alle opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali. L’allestimento è arricchito da fotografie d’archivio dell’UNRWA. La mostra riflette sulla distruzione del patrimonio culturale e sull’urgenza di preservarne la memoria, sottolineando il valore universale di identità e storia. Un ampio programma di eventi accompagna l’esposizione, coinvolgendo una rete di istituzioni culturali italiane e internazionali.
Nasce a Mantova un nuovo museo d’arte contemporanea, costruito attorno a una delle più importanti collezioni private del Novecento: la Sonnabend Collection. La collezione sarà esposta in modo permanente nel centro storico, all’interno del rinnovato Palazzo della Ragione. Sviluppata grazie alla visione della collezionista e mercante d’arte Ileana Sonnabend (1914–2007), di suo marito Michael Sonnabend (1900–2001) e del loro figlio adottivo Antonio Homem, la Sonnabend Collection rappresenta una testimonianza fondamentale dei principali movimenti artistici della seconda metà del XX secolo. Attraverso le loro gallerie a Parigi e New York, i Sonnabend hanno svolto un ruolo decisivo nella diffusione dell’arte americana in Europa e nella promozione degli artisti europei negli Stati Uniti, contribuendo a plasmare la scena artistica internazionale. Il progetto è promosso dal Comune di Mantova in collaborazione con la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, che curerà la gestione complessiva del museo, occupandosi dell’organizzazione, della comunicazione, dei progetti editoriali e del coordinamento del bookshop.
"Stillness in the Storm", la nuova mostra della collezione di Voorlinden, offre un momento di riflessione in un mondo frenetico, mostrando come il silenzio possa diventare una fonte di forza. Con artisti come Anish Kapoor, Marina Abramović, Massimo Bartolini e Arturo Hernández Alcázar, l’esposizione esplora la quiete come risposta all’incertezza. Attraverso una selezione curata di opere, la mostra costruisce un percorso verso una connessione più profonda con sé stessi e con gli altri. Tra i lavori principali figurano "Black Kites (Bird of Ill Omen)" di Alcázar e "Conveyance" (2024) di Bartolini, con il suo movimento ritmico e ipnotico. Al centro del percorso si trova "Counting the Rice" (2014) di Abramović, in cui i visitatori sono invitati a contare chicchi in silenzio, trasformando attenzione e resistenza in un’esperienza insieme condivisa e introspettiva. La mostra invita a rallentare, ascoltare e riscoprire ciò che conta davvero.
La storia si fa opera in questa straordinaria installazione filmica, presentata in prima australiana al MCA. "Drama 1882" racconta un momento cruciale della storia moderna egiziana, noto come la rivolta di ‘Urabi (1879–1882). Articolata in otto scene, questa affascinante opera di 45 minuti mette in scena gli eventi chiave dell’insurrezione che segnò l’inizio del dominio coloniale britannico nella regione, offrendo una spettacolare rilettura della storia da una prospettiva locale. Diretta, coreografata e composta da Wael Shawky (n. 1971, Alessandria d’Egitto), "Drama 1882" vede protagonisti performer egiziani che cantano in arabo classico.