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HAIM STEINBACH | Identity, Culture, and Community: Stories from the Collection of the Jewish Museum and Pruzan Family Center for Learning | Group show | The Jewish Museum, New York, NY, USA
Attraverso oltre 200 opere che attraversano secoli di storia artistica e culturale, Identity, Culture, and Community esplora la ricchezza e la pluralità dell’esperienza ebraica mediante oggetti rituali, opere contemporanee e reperti storici provenienti dalla collezione del Jewish Museum. La mostra costruisce un dialogo tra passato e presente, intrecciando temi come memoria, appartenenza, migrazione, spiritualità e identità collettiva. Reperti archeologici e opere cerimoniali convivono con dipinti, sculture, fotografie e installazioni moderne e contemporanee, mostrando come l’arte possa custodire la tradizione e al tempo stesso ridefinire continuamente le narrazioni culturali. Una serie di focus espositivi approfondisce ulteriormente questi temi attraverso percorsi dedicati al cinema, alla comunità, alla storia coloniale e alle pratiche artistiche contemporanee. Gli spazi educativi rinnovati completano il percorso con installazioni e opere pensate per il dialogo e l’apprendimento, tra cui una monumentale raccolta di oltre 130 lampade di Hanukkah provenienti da epoche e luoghi differenti, testimonianza della continuità del rito, dell’artigianato e della memoria condivisa.
- The Jewish Museum
- 1109 5th Ave &, E 92nd St, New York, 10128
- 24 ottobre 2025

LUCA MONTERASTELLI | Lo sventurato regno | Solo show | spazio C.O.S.M.O.
Ispirata a un episodio immaginario della vita di Bernard de Mandeville, l’installazione riflette sul rapporto fragile tra potere, caso e conseguenza. Un piccolo incidente domestico — una tazza di tè rovesciata, un gesto interrotto, un’espressione fissata in un ritratto — diventa il punto di partenza per una meditazione sulla fortuna e sulla catena invisibile di eventi che ogni azione umana mette in moto. Al centro dell’opera si trova un interno in gesso in scala: una stanza voltata, un ingresso, una porta socchiusa e un lampadario funzionante che illumina la scena. In questo spazio sospeso e silenzioso compare una figura di cera, immobile ai piedi di una scala, con una mano protesa in un gesto ambiguo di richiesta o supplica. In equilibrio tra teatralità e immobilità, l’installazione evoca un mondo in cui il crollo non si compie mai del tutto, ma dove assenza e sventura continuano silenziosamente a permanere. L’ambiente domestico si trasforma così in un’architettura metaforica del potere, dell’incertezza e dell’attesa irrisolta. Visita su appuntamento.
- Spazio C.O.S.M.O
- Via Giovanni de Agostini, 25, 00176 Roma RM
- 19 aprile – 30 giugno 2026

ANSELM KIEFER | Giovanni Segantini (1858-1899). I want to see my mountains | Musée Marmottan Monet, Paris, France
La mostra offre una rara occasione per riscoprire il mondo visionario di Giovanni Segantini, tra i protagonisti del Simbolismo e del Divisionismo europeo. Attraverso dipinti, pastelli e disegni provenienti da importanti collezioni internazionali, il percorso espositivo racconta il profondo legame dell’artista con la natura e con il paesaggio montano che ha segnato la sua vita e la sua ricerca. Per Segantini la montagna non è soltanto un soggetto, ma un universo spirituale e simbolico attraverso cui esplorare la luce, la solitudine, la maternità, il lavoro e il ciclo della vita. In equilibrio tra realismo e simbolismo, le sue opere restituiscono una visione intensa e contemplativa della natura, dove il colore luminoso e l’atmosfera trasformano il paesaggio alpino in una dimensione sospesa e senza tempo. Attraverso oltre sessanta opere, la mostra ripercorre l’evoluzione del linguaggio artistico di Segantini, dagli anni italiani fino alle monumentali composizioni alpine realizzate in Svizzera. Disegni e pastelli, raramente esposti, completano il percorso mettendo in luce la sensibilità dell’artista e la sua straordinaria capacità di tradurre luce, atmosfera e forma. A cura di Gabriella Belli e Diana Segantini.
- Musée Marmottan
- 2 Rue Louis Boilly, 75016 Paris, France
- 29 aprile – 16 agosto 2026

VANESSA BEECROFT | ALFREDO JAAR | MARZIA MIGLIORA | GIAN MARIA TOSATTI | TOBIAS ZIELONY | GILBERTO ZORIO | The Golden Hour. L’oro nell'arte dal figurativo all’astratto | Group Show | Spazio Ersel, Italy
"The Golden Hour. L’oro nell'arte dal figurativo all’astratto" indaga il fascino senza tempo dell’oro nell’arte attraverso una selezione di opere che attraversano i secoli, dal Rinascimento alla contemporaneità. Simbolo di luce, eternità, spiritualità e trasformazione, l’oro rinnova continuamente il proprio significato e la propria forza visiva. Dai fondi oro della tradizione sacra fino alle interpretazioni concettuali contemporanee, la mostra racconta l’evoluzione dell’oro come materia e metafora: talvolta ornamento, talvolta parte inscindibile della forma stessa, sempre capace di trasformare ciò che illumina. Caldo e avvolgente come la “golden hour” dell’alba e del tramonto, l’oro diventa un linguaggio che unisce antico, moderno e contemporaneo attraverso riflessi, bagliori e seduzione. Tra figurazione e astrazione, il percorso espositivo restituisce le molteplici identità dell’oro — prezioso, simbolico, spirituale e profondamente evocativo. Sala espositiva Ersel Torino: 22.04.2026–22.05.2026Sala espositiva Ersel Milano: 04.06.2026–10.07.2026
- Spazio Ersel
- 22 aprile – 10 luglio 2026

AGNIESZKA KURANT | Strange Rules | Group show | Berggruen Arts & Culture and Berggruen Institute Europe | Palazzo Diedo, Venice, Italy Casa dei Tre Oci, Venice, Italy
"STRANGE RULES", curata da Mat Dryhurst, Holly Herndon, Hans Ulrich Obrist e Adriana Rispoli presso Palazzo Diedo, esplora il campo emergente della “Protocol Art” attraverso opere di artisti internazionali come Philippe Parreno, Trevor Paglen, Avery Singer, Lynn Hershman Leeson e Agnieszka Kurant. Riunendo arte, tecnologia, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali, la mostra indaga i sistemi invisibili e i protocolli che modellano la cultura e la percezione contemporanea. Concepita come mostra e piattaforma di ricerca, "STRANGE RULES" trasforma Palazzo Diedo in un laboratorio di performance, installazioni, proiezioni e progetti collaborativi dedicati alla co-creazione uomo-macchina, alla governance algoritmica e alla trasformazione del rapporto tra autorialità artistica e sistemi tecnologici.
- Palazzo Diedo
- Fondamenta Trapolin, 2386, 30121
- 4 maggio – 22 novembre 2026

GARY HILL | Who’s a good boy?? | Group show | Contemporary Forces, Giudecca, Venice
"WHO’S A GOOD BOY?" presso Contemporary Forces a Venezia presenta opere della Kelterborn Collection attraverso una riflessione su potere, autorità e controllo. Riunendo artisti come Joseph Beuys, Gary Hill, Claire Fontaine, Sung Tieu, Ulay, Laure Prouvost, Nora Turato e Renzo Martens, la mostra esplora il modo in cui i sistemi di dominio si insinuano nel linguaggio, nella ripetizione e nelle strutture della quotidianità. Prendendo il titolo da un’opera di Nora Turato, la mostra affronta l’autorità non come spettacolo, ma come una condizione emotiva instabile fatta di tensione, seduzione e sorveglianza. In dialogo con il tema curatoriale "In Minor Keys", il progetto propone il “minore” come strategia per ripensare le dinamiche del potere contemporaneo attraverso risonanza, vulnerabilità e slittamenti percettivi.
- Contemporary Forces
- Giudecca 710/C
- 7 maggio – 27 settembre 2026
Artisti
- Marina Abramović & Ulay
- Alek O.
- Art & Language
- Marina Abramović
- Vincenzo Agnetti
- Carlo Alfano
- Giovanni Anselmo
- Marina Arlotta
- Stefano Arienti
- Mario Airò
- Martin Barré
- Ivan Bazak
- Vanessa Beecroft
- Alighiero Boetti
- Angela Bulloch
- Victor Burgin
- Ian Burn
- Alberto Burri
- Enrico Castellani
- Gennaro Castellano
- Louis Cane
- Saint Clair Cemin
- Maurizio Colantuoni
- James Coleman
- Roberto Comini
- Michael Craig-Martin
- Natalie Czech
- Piero Dorazio
- Joel Fisher
- Clegg & Guttmann
- John Davies
- Riccardo Dalisi
- Giuliano Dal Molin
- Grenville Davey
- Mario Dellavedova
- Marc Devade
- Hanne Darboven
- Alain Degange
- Gino De Dominicis
- Gabriele Di Matteo
- Biljana Djurdjevic
- Salvatore Falci
- Stefano Fontana
- Günther Förg
- Jean Louis Garnell
- Gilbert & George
- Robert Gober
- Zvi Goldstein
- Dan Graham
- Giorgio Griffa
- Michele Guido
- Andreas Gursky
- Peter Halley
- Jan Peter Hammer
- Gary Hill
- Douglas Huebler
- Paolo Icaro
- Emilio Isgrò
- Alfredo Jaar
- Donald Judd
- Mimmo Jodice
- Rob Johannesma
- Ilya and Emilia Kabakov
- Andreas Karayan
- Massimo Kauffmann
- William Kentridge
- Hubert Kiecol
- Anselm Kiefer
- Joseph Kosuth
- Hendrik Krawen
- Sven Kroner
- Agnieszka Kurant
- Wolfgang Laib
- David Lamelas
- Annette Lemieux
- Thomas Locher
- Robert Longo
- Tomás Maldonado
- Pino Modica
- Domenico Antonio Mancini
- Tessa Manon Den Uyl
- Francesco Matarrese
- Tom McGrath
- Enzo Mari
- Amedeo Martegani
- Marzia Migliora
- Minimal Case
- Mocellin-Pellegrini
- Luca Monterastelli
- Carmengloria Morales
- Reinhard Mucha
- Ugo Mulas
- Bruno Munari
- Shirin Neshat
- Sabah Naim
- Raffaella Nappo
- Jacco Olivier
- Julian Opie
- Dennis Oppenheim
- Nicola Pagliara
- Daniel Pflumm
- Gianni Piacentino
- Cesare Pietroiusti
- Alfredo Pirri
- Michelangelo Pistoletto
- Steven Pollack
- Luca Quaranta
- Quartapittura
- Mel Ramsden
- Maria Roccasalva
- Aldo Rossi
- Anne Ryan
- Bernhard Rüdiger
- Thomas Ruff
- Robert Ryman
- Franca Sacchi
- Mario Schifano
- Franco Scognamiglio
- Wael Shawky
- Natalie Silva
- Ferran García Sevilla
- Gaetano Sgambati
- Cindy Sherman
- Ettore Spalletti
- Haim Steinbach
- Gary Stephan
- Thomas Schütte
- Superstudio
- John Stezaker
- Granular Synthesis
- Harald Szeemann
- Armando Testa
- Think 1 thing
- Gian Maria Tosatti
- Ben Vautier
- Paul Wallach
- Dré Wapenaar
- Christopher Williams
- Tobias Zielony
- Heimo Zobernig
- Gilberto Zorio


