Con video coinvolgenti, sculture e meticolose ricostruzioni storiche, Wael Shawky partecipa a Saison Méditerranée 2026 al Grand Palais, in seguito al successo della Biennale di Venezia 2024, mettendo in discussione l’autorità della storia scritta e le sue ambiguità. Ahmed Urabi, contadino divenuto fondatore del Partito Nazionalista Egiziano, guidò la rivolta e lavorò per restituire l’Egitto al suo popolo. Quale evento del 1882 avrebbe potuto far crollare il suo movimento popolare, provocare il bombardamento di Alessandria da parte delle forze britanniche e causarne l’esilio? Con una meticolosa attenzione ai dettagli, Wael Shawky mette in scena un racconto musicale, teatrale e visionario, filmato in uno storico teatro di Alessandria, sullo sfondo di una scenografia pittorica di grande impatto. Gli interpreti e la colonna sonora sembrano appartenere alla stessa immagine in movimento. Le scenografie si spostano al rallentatore, mentre i personaggi appaiono come ipnotizzati, immersi in una coreografia lenta e incantata. Il dramma assume molteplici forme: può essere intrattenimento, catastrofe o il dubbio stesso insito nella narrazione storica.