Lo spettacolo diretto da Shirin Neshat racconta Orfeo ed Euridice come una storia di dualità e conflitto umano: amore e morte, gioia e dolore, realtà e illusione. Orfeo non è una figura mitologica, ma un uomo travolto dalla perdita della moglie Euridice, precipitando in una crisi esistenziale che lo porta a confrontarsi con la propria coscienza, le colpe e i limiti umani. Il suo viaggio negli inferi diventa un percorso interiore, dove incontra le ombre di sé stesso e la memoria del suo amore, guidato dall’energia di Amore come forza di riconciliazione.

Ambientato in un contesto contemporaneo, lo spettacolo utilizza il bianco e nero e sequenze di film muti per intensificare il contrasto tra realtà e immaginazione, offrendo uno sguardo intimo sulla relazione tra Orfeo ed Euridice. Euridice appare come alter ego di Orfeo, un essere autonomo che rappresenta la possibilità di amore e comprensione reciproca.